LAO Concept Store

Committente: Privato

Luogo: Marzamemi SR

Anno: 2018

Un equilibrio di materie che raccontano di una Sicilia autentica e saggia, piogge di luci che velano le produzioni preziose di questa porzione di umanità, così semplice e ricca….come l’Architettura che l’avvolge

Collaboratori:

Ing. Giuseppe Baglieri

Arch. Federico Biancu

Progetto Strutturale:

Ing. Salvatore Covato

Fotografo:

Marcello Bocchieri


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Uno dei principali obiettivi del progetto è stato quello di creare qualcosa di particolare, di unico. L’esigenza di realizzare tanti spazi espositivi era prioritaria, evitando allo stesso tempo l’immagine convenzionale del classico negozio. Sulla base di un attento schema distributivo e funzionale, si è pensato di comporre una serie di volumi eterogenei, per carattere e materiale, in un equilibrio dinamico tra loro, equilibrio in cui ad esempio la parete attrezzata di fondo rigira ad angolo retto verso l’ingresso, il volume dell’ufficio amministrativo resta sospeso a soffitto in un movimento ascensionale, il setto in corten slitta davanti alla scala, le mensole alle pareti scorrono l’una rispetto all’altra su uno sfondo di pietra chiara. Tutto sembra in movimento intorno ad un “perno” luminoso e leggero, una grande teca vetrata centrale che custodisce i prodotti più preziosi e caratteristici del LAO Concept Store. Molti lo hanno già chiamato “acquario”, forse per la leggerezza con la quale le opere esposte sembrano fluttuare in un volume così cristallino e lucente.
Le materie che definiscono i volumi sono state scelte semplicemente conoscendo e scoprendo nel profondo l’anima di Marzamemi, passeggiando fra le sue case di pietra, osservando la rossa ruggine sulle ancore e le catene delle barche, sulle serrature e sui cancelli, ammirando il bianco della spuma delle onde e la lucentezza cristallina del suo cielo. Sono bastate poche ore per provare l’esigenza di portare questi colori e queste sensazioni “tattili” all’interno dello Store, quasi per connettersi allo spirito del contesto, quasi per evocarne la presenza.

La luce è stata il collante di tutto questo: come in un’armonia, la luce cade sotto forma di una pioggia di note sulle teche cubiche centrali, scandisce con ritmo deciso il passo delle nicchie espositive sullo sfondo, si slancia in un “a solo” struggente dentro e fuori il grande acquario centrale, evidenzia le gole luminose come incursioni di violino… La luce è la struttura invisibile di questa Architettura, indispensabile anche per la riqualificazione e valorizzazione del prospetto esterno, in cui emergono i due pannelli/insegna a fianco dei due ingressi.

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