Scuola Media Pizzigoni

Committente: Comune di Milano

Luogo: Milano

Anno: 2019

Progetto per la nuova Scuola Media in via Pizzigoni, Milano. Un equilibrio di volumi e di spazi aperti, un set di funzioni per la didattica e le attività extra-scolastiche, un plesso scolastico permeabile rivolto alla città.

Collaboratori:
Arch. Federico Biancu
Arch. Lorenzo Giacomini

 


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La prima scelta che ha guidato la composizione architettonica del nuovo edificio è stata quella di rispettare l’orientamento delle strutture pubbliche preesistenti. La nuova architettura, infatti, è stata pensata come un’aggregazione di diversi parallelepipedi convergenti in un punto centrale e allineati agli stessi assi degli edifici pubblici vicini, determinando al contempo un marcato disallineamento con gli edifici dei lotti contigui. Tale strategia, a scala urbana, ha determinato l’inserimento dei nuovi volumi all’interno di un sistema preesistente al quale la nuova Scuola si accosta e si connette. Provenendo da via Pizzigoni si rilegge chiaramente l’allineamento dei fronti del nuovo edificio con la scuola elementare, stabilendo fin da subito un’associazione tra le diverse strutture, mentre da via Grugnola si gode di un punto di vista perfettamente frontale del nuovo prospetto della Scuola Media. La disposizione e l’orientamento dei nuovi corpi di fabbrica consentono altresì la creazione di vere e proprie corti triangolari sulle quali si possono affacciare tutti gli ambienti didattici, offrendo a tutte le aule e ai laboratori una “vista sul verde”,allontanandole dai fabbricati vicini.Ciascuna di queste corti ha una sua connotazione derivata dalle diverse attività che vi si svolgono e dalle funzioni che ospitano, come la piazza su via Pizzigoni, che accoglie i flussi ciclo-pedonali da nord, o la corte interna per lo sport o le attività di gruppo.  

In definitiva, questo assetto permette la continuità tra il nuovo edificio e le preesistenze, offre a tutti gli ambienti affacci di elevata qualità estetica, crea un “filtro” in grado di mediare tra il nuovo edificio e il tessuto circostante, crea una composizione di pieni e vuoti dinamica ed equilibrata, permette di configurare molteplici aree esterne con diverse vocazioni e relative funzioni/attrezzature. L’idea di permeabilità, di ariosità, di luce, ha portato ad un organismo edilizio frastagliato, forato, traspirante. Una Piazza Coperta centrale, a metà strada tra interno ed esterno, funge da perno tra le varie funzioni. Può considerarsi il vero e proprio ingresso al “Civic Center”, un luogo “protetto”, chiudibile in punti diversi, come un sistema di valvole, a seconda di quali strutture sono aperte al pubblico.

La nuova Scuola ospita al suo interno tanti spazi dedicati alla socialità, all’incontro, a piccoli eventi, alle attività e ai lavori di gruppo,nei quali si è cercato di massimizzare il rapporto visivo con l’esterno. L’atrio di ingresso al piano terra è strutturato come una vera e propria agorà, attrezzato con una piccola arena, con vista verso la corte interna, la mensa e la biblioteca.Al piano primo è stato creato uno spazio libero analogo, flessibile, attrezzato, caratterizzato da doppie altezze e da viste panoramiche verso l’esterno. Questo spazio si colloca nel punto di convergenza delle tre ali didattiche, nelle quali sono stati posizionati gli spazi modulari delle aule, dei laboratori e dei servizi. Lo stesso accade al piano secondo, ma con una sola ala didattica. Alcune pareti manovrabili permettono ai laboratori di aprirsi su queste vere e proprie piazze interne polifunzionali. Sulla copertura, in parte verde e in parte pavimentata, trovano posto anche gli orti didattici e l’aula all’aperto. Anche la progettazione delle aule ha seguito la logica di flessibilità ed espandibilità: esse infatti possono aggregarsi tra loro mediante pareti manovrabili in comune. Questo è facilitato dall’impostazione modulare della maglia strutturale che permette anche una eventuale futura espansione della Scuola, realizzando altri moduli in sopraelevazione sopra a quelli esistenti al piano 1. 

L’involucro, un diaframma traspirante di lamelle verticali allineate alle finestre delle aule, mantiene il carattere di leggerezza e permeabilità, ma assolve anche all’importante funzione di schermatura e controllo della radiazione/luminosità in base all’esposizione. Nei diversi fronti infatti l’involucro aggetta in modo diverso, così come sono diverse le angolazioni delle lamelle per schermarsi totalmente dal sole estivo utilizzando invece quanto più possibile la radiazione solare invernale, come guadagno energetico passivo.  La tecnologia costruttiva sarà mista: una limitata porzione in acciaio e il resto in travi e pannelli in legno tipo x-lam. Le grandi vetrate saranno utilizzate solo in prossimità degli ambienti di aggregazione mentre le aule avranno finestre convenzionali. Saranno altresì convenzionali le tecnologie e i materiali per tamponature, tramezzature e pavimentazioni, per assicurare il miglior compromesso costi/benefici.

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